G. Zappitello, Antologia filosofica, G. D'Anna. Quaderno terzo/3,
I critici del razionalismo. Capitolo Quattro, Schopenhauer.
4) Schopenhauer. Sull'intuizione intellettuale.
Secondo Arthur Schopenhauer quella che Kant chiama intuizione
empirica  in realt sempre un'intuizione intellettuale. Tutte le
intuizioni sono intellettuali.
A. Schopenhauer, Sulla quadruplice radice del principio di ragione
sufficiente, 21 (pagina 128).

 L'intelletto, grazie alla forma che gli  propria, ossia a
priori, e perci anteriormente ad ogni esperienza (dato che essa
non     sino a questo momento possibile), concepisce la
sensazione corporea data come un effetto (una parola che solo
l'intelletto capisce), il quale in quanto tale deve
necessariamente avere una causa. Nello stesso tempo esso chiama in
aiuto la forma del senso esterno, lo   spazio, che pure si trova
predisposta nell'intelletto, ossia nel cervello, per trasferire
quella causa fuori dell'organismo: solo in tal modo, infatti,
nasce per lui il Di-fuori, la cui possibilit  appunto    lo
spazio;  dunque la pura intuizione a priori che deve fornire la
base dell'intuizione empirica. In questo processo, come mostrer
meglio fra poco, l'intelletto chiama in aiuto tutti i caratteri,
anche i pi minuziosi, della sensazione data, per costruire nello
spazio, in accordo con essi, la causa della sensazione. Questa
operazione dell'intelletto [...] non  una operazione discorsiva,
riflessiva, che venga effettuata mediante concetti e parole; 
invece intuitiva e affatto immediata. E' solo per mezzo di essa,
ossia nell'intelletto e per l'intelletto, che si presenta il mondo
dei corpi oggettivo e reale, che riempie lo spazio nelle tre
dimensioni, il mondo che muta nel tempo, secondo la stessa legge
di causalit, e si muove nello spazio. In conseguenza di ci,  lo
stesso intelletto che deve creare prima il mondo oggettivo; non 
vero che il mondo, gi bell'e pronto, debba semplicemente entrare
nella testa attraverso i sensi e le porte dei loro organi. I
sensi, infatti, non forniscono che la materia prima, che
l'intelletto, per mezzo delle semplici forme date, cio spazio,
tempo e causalit, elabora immediatamente nell'intuizione
oggettiva di un mondo di corpi regolati da leggi. La nostra
intuizione quotidiana empirica  dunque una intuizione
intellettuale.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagina 604.
